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04/04/2011

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In un mondo pieno di cose divenute indispensabili (automobili, telefoni cellulari, computer, televisori, antenne paraboliche, internet, ecc.) noi avvertiamo l'urgenza di un bene superfluo come la poesia.
Ci sembra che alla "guerra fredda" sia succeduto il controllo globale, ottenuto attraverso l'omologazione culturale su scala mondiale, e che il pensiero creativo libero sia da ascrivere alle specie in via di estinzione. Ci sembra che la palude Stigia del comfort estenda i suoi effetti mefitici sulle coscienze dell'Occidente e che si sia trovato un rimedio efficace alla miseria e ad altri consimili inestetismi: la rimozione, la collocazione in appositi contenitori e , ma solo in caso di bisogno, qualche piccola guerra chirurgica.
Il mondo globalizzato è diventato talmente piccolo che noi avvertiamo sempre più il bisogno di grandi spazi mentali, di riportarlo a dimensioni meno soffocanti registrando tassonomicante le diversità culturali, avvicinando uomini e donne di razze e culture differenti, intrecciando la ricerca poetica e quella musicale.
Così gli Incontri internazionali di poesia tornano a Salerno, dopo una breve pausa, con la terza edizione di "Verba Volant".
Rispetto alle edizioni precedenti, vogliamo evidenziare sia elementi di novità che di continuità: è forse la prima volta in assoluto che un reading di poesia si tiene in piazza a Salerno, ma certamente la prima volta in un luogo di così grande rilevanza per l'identità della città.
La partecipazione di alcuni musicisti rafforza in maniera significativa al nostra scelta in favore della presenza fisica, corporea, della poesia attraverso il suo stesso autore, con interazioni stimolanti e , si spera, feconde tra i due linguaggi artistici.
Restano immutate la grande qualità dei poeti partecipanti, lo sforzo di focalizzare sul reading tutta l'attenzione riducendo al minimo indispensabile gli interventi mediati (presentazione, traduzione, ecc.) e soprattutto resta immutata la nostra idea guida che è quella di promuovere il confronto tra culture diverse.
Ci opponiamo fermamente all'idea di globalizzazione che tende ad appiattire ogni identità su uno standard universale, ma, insieme con Claudio Magris, pensiamo che bisogna essere attenti ai valori del luogo restando immuni da quella visceralità municipale che oggi rende così ottusa e regressiva la riscoperta delle identità e delle etnie; per questo è necessario incontrarsi e conoscersi; per questo pensiamo ad una funzione "ecologica" della poesia, intesa come una nicchia in cui sopravvive la biodiversità del pensiero.
Affidiamo alla leggerezza delle parole, che in queste sere voleranno come uccelli di razze e colori differenti ma dalle voci armoniose, il nostro messaggio contro la grevità del mondo, contro i signori della guerra, contro i carcerieri della fantasia.
L'indimenticato cantautore brasiliano Vinicius da Moraes ebbe a dire "La vita, amico, è l'arte dell'incontro": noi speriamo che questi incontri possano diventare una piacevole abitudine di vita.

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BOTTIGLIA NEL MARE
El mar un azar
- Vicente Huidobro -


Affido questi sei versi alla mia bottiglia nel mare
con il segreto proposito che un giorno
giunga ad una spiaggia quasi deserta
e un bambino la trovi e la stappi
e invece che versi estragga piccole pietre
e aiuti e ammonimenti e gusci di lumache.

Mario Benedetti