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04/04/2011

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Un Ko
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Ko Un (Kunsan, 1o agosto 1933), è un poeta, scrittore, saggista, autore teatrale e pittore sudcoreano, tra le figure più rappresentative della Corea del Sud contemporanea.
Ko Un nasce nel 1933 durante l'occupazione giapponese in una cittadina della regione Cholla settentrionale della Corea e sarà il testimone delle vicende dolorose che il suo Paese dovrà affrontare nell'arco di numerosi decenni: dalla dominazione coloniale, agli orrori della Seconda guerra mondiale, dalla guerra fratricida della Corea del 1950-53 alla divisione del territorio al trentottesimo parallelo dopo la Guerra Fredda, dalle numerose dittature militari per giungere negli anni novanta a testimoniare una "pacifica rivoluzione" che conduce alla guida della Repubblica di Corea come governo democratico e progressista.
Primogenito di una modesta famiglia, sia per il livello economico che culturale, apprende dal nonno la storia coreana e il perché della resistenza all'occupazione giapponese. Legato da profondo affetto alla nonna materna, che morirà durante l'esodo del dopoguerra coreano, scriverà una poesia a lei dedicata nella raccolta poetica Nanimbo.
Ko Un inizia le scuole nel periodo in cui l'uso della lingua coreana era in esse vietato e, come egli stesso ricorda, anche il suo nome era stato cambiato in Dakkabayai Dorasuke. Affronta gli studi con grande impegno e già all'età di otto anni conosce i testi della letteratura classica cinese.
Nel 1945 inizia a scrivere i suoi primi versi ispirato da un libro trovato per caso sulla strada di casa mentre ritorna dalla scuola media che frequentava a quattro chilometri da casa sua. Il libro, che lo colpisce enormemente, era una raccolta del poeta lebbroso Han Haun intitolato "Poesie scelte".
Nel 1950 gli viene assegnata una cattedra nella scuola media di Kunsan dove insegna coreano e arte, ma nel mese di giugno scoppia la guerra facendo precipitare il paese, che si sollevava a fatica dalla trascorsa dominazione coloniale, nell'orrore della distruzione e sconvolgendo a tal punto il giovane che tenterà il suicidio. Si salva ma perde per sempre l'uso di un orecchio.
Nel 1952, stanco degli orrori visti, trova rifugio nella religione e diventa monaco buddista dedicandosi allo studio della meditazione Son con il maestro Hyobong. Viaggia per alcuni anni senza sosta vivendo di elemosina finché nel 1957, insieme ad un altro monaco, fonda il "Buddhist Newspaper" e ne diventa il direttore. Riprende così l'impegno poetico e inizia a pubblicare saggi e poesie.
Il 1958 sarà l'anno del suo debutto letterario con una poesia dal titolo "Tubercolosi" che pubblica sulla rivista "Modern Poetry" con l'incoraggiamento del poeta Co Chihun. La sua prima raccolta di poesie, Other World Sensibility, esce nel 1960 quando il giovane monaco è ormai famoso negli ambienti buddhisti e letterari.
Nel 1962, deluso ancora una volta dalla corruzione che vige nel clero buddista, decide di abbandonare la vita monastica per riprendere le vesti di laico e lo dichiara sul quotidiano "Hankook Ilbo" con un Manifesto di rinuncia. Per tre anni, dal 1963 al 1966, vive sull'isola Cheju dove insegna gratuitamente coreano e arte in una scuola di carità. In questo periodo legge Il placido Don di Michail Sholokhov in traduzione giapponese ma la vastità e grandezza del testo lo sconforta e brucia tutti i suoi manoscritti che ritiene, al confronto, misera cosa. Non è questo un periodo sereno per il poeta che, depresso dall'alcool e dall'insonnia, tenta nuovamente il suicidio. Continua comunque a scrivere e pubblica il suo secondo volume in versi Seaside Poems: God, The Last Village of Languages.
Nel 1967 il poeta fa ritorno a Seul dove ha inizio un terribile periodo nichilista nel quale, pur continuando a scrivere, non migliora il suo stato psicologico che lo porta a bere e ad ubriacarsi e nel 1970 a tentare per la terza volta il suicidio con il veleno rimanendo in coma per trenta ore.
Nel 1973 un profondo cambiamento avviene nella vita del poeta che, abbandonato e rinnegato l'atteggiamento nichilista, diventa un appassionato militante nazionalista impegnandosi negli eventi storici e sociali contemporanei. Profondamente coinvolto nel movimento per i diritti umani e nel movimento dei lavoratori dirige la sua protesta contro il tentativo del presidente Park Chung Hee di emendare la costituzione e salire al potere.
Gli anni che vanno dal 1974 al 1978 lo vedono sempre più impegnato nella lotta per i diritti umani. Nel 1974 viene fondata l'Associazione degli scrittori per la Libertà e il poeta ne diventa primo segretario generale, mentre nel 1978 sarà eletto rappresentante dell'Associazione per i diritti umani. Inserito nelle liste nere della KCIA (Korean Central Intelligence Agency), i servizi segreti della Corea del sud, nel 1974 viene arrestato e imprigionato per la prima volta. Nello stesso anno riceve il "Korean Literature Prize". Risalgono a questi anni, nei quali non smette mai di scrivere, le raccolte On the Way to Munui Village (1977), Going into Mountain Seclusion (1977), Early Morning Road (1978), le traduzioni dai classici cinesi Selected Poems of Tu Fu, i saggi e le biografie di famosi poeti e artisti, come Critical Biography of Yi Joong-Sup, Han Hong-Un, Critical biography of the Poet Yi Sang.
Nel 1979 il poeta viene eletto vicepresidente dell'Associazione per l'unità nazionale e, imprigionato per la seconda volta, sarà presto scarcerato. Nel frattempo la situazione del paese si sta facendo sempre più critica. Assassinato nell'ottobre del 1979 il presidente Park Chung Hee, la dittatura riprende il potere nel 1980 con il colpo di Stato del generale Chun Doo-Hwan e nel maggio dello stesso anno Ko Un, accusato di alto tradimento, viene imprigionato per la terza volta e condannato all'ergastolo ma sarà liberato nell'agosto del 1982 grazie ad un'amnistia.
Nel 1983 la vita del poeta subisce una nuova svolta. Conosce Lee Sang-Wha, docente universitaria di letteratura inglese e il 5 maggio dello stesso anno si sposa e si trasferisce a sud di Seul, nella piccola città di Ansong dove pubblica i due volumi Collected Poems e gli nasce la figlia Cha-Ryong.
Da questo momento la vena creativa di Ko Un diventa più ricca e scrive e pubblica numerose opere di poesia, prosa e saggistica (Homeland Stars (1984), Pastoral Poems (1986), Fly High, Poem! (1986), Your Eyes (1988), Morning Dew (1990). Tra il 1986 e il 1997 inizia la pubblicazione dei primi quindici volumi di Maninbo (Diecimila vite) e tra il 1987 e il 1994 quella di Paektu Mountain: An epic in sette volumi e inoltre la prima serie di venti volumi dei Collected Works e i cinque volumi della sua Autobiography.
Nel 1987 riceve per la seconda volta il "Korean Literature Prize" ma nel 1989 viene incarcerato per la quarta volta. Nello stesso anno riceve il "Manhae Literary Prize".
Riceve il "Jong-Ang Cultural Prize" nel 1991, anno della pubblicazione di For Tears, Sea Diamond Mountain, What!-Zen poems!, Garland Sutra: A Novel, e dal 1991 al 1994 sarà Presidente dell'Associazione degli scrittori per la letteratura nazionale.
Gli anni tra il 1994 e il 1998 lo vedono impegnato nell'insegnamento presso la Graduate school della Kyonggi University a Seul e sempre nel 1994 ottiene il "Daesan Literary Prize".
Nel 1995 esce la raccolta di versi Dokdo Island ed esce anche il romanzo Chongsun Arirang.
Nel 1997 si reca per un viaggio di quaranta giorni nel Tibet e sull'Himalaya e pubblica la raccolta di poesie A Memorial Stone oltre a un libro di saggi dal titolo At the Living Plaza.
Su invito dell'Harvard Yenching Institute trascorre un anno negli Stati Uniti (1999) dove, presso l'Università della California, insegna letteratura coreana moderna per la durata di un semestre, mentre proseguono le pubblicazioni delle sue opere: il poema epico Far, Far Journey, i due volumi del romanzo Sumi Mountain, il libro di viaggi Mountains and Rivers, My mountain and Rivers, oltre a un testo di critica poetica dal titolo Morning with Poetry. Sempre nel 1999 riceve il "Buddhist Literature Prize".
Risale al 2000 la pubblicazione dei due volumi di poesie South and North e The Himalayas e il viaggio nella Corea del nord come delegato per l'incontro al vertice tra i leader delle due Coree. Viene nel frattempo eletto co-presidente del "National Trust of Korea".
Nel 2001 esce la raccolta di poesie brevi dal titolo Flowers of a moment, tradotta anche in italiano nel 2006 con il titolo Fiori d'un istante. Esce anche la raccolta in prosa intitolata The Road Has Traces of Those Who Went Before.
Nel 2002 viene pubblicata la raccolta in versi Poetry Left Behind e il poeta si dedica all'opera completa in 38 volumi dal titolo Ko Un's Complete Works oltre a pubblicare la raccolta poetica Late-Coming Song. Viene anche nominato per la prima volta candidato per la Corea al Premio Nobel per la Letteratura.
I volumi 16-20 della raccolta poetica Ten Thousand Lives escono nel 2003 e nel 2004 il poeta ottiene diverse nomine, tra le quali quelle di presidente del "Korean Literary Peace Forum" e, per la seconda volta, la candidatura al Premio Nobel per la Letteratura.
Il 2005 lo vede impegnato in una visita alla Corea del Nord per partecipare ad un comitato congiunto per la stesura di un dizionario pan-coreano. Vengono intanto annunciate le pubblicazioni dei volumi 21-25 di Ten Thousand Lives e gli giunge la terza nomina a candidato al Premio Nobel che lo vede tra i finalisti. Nello stesso anno riceve il "Literary Award for Unification" e il "Bijorns Ordere for Literature".
Ha scritto poesie in quasi ogni genere immaginabile, di fatto su ogni tema. Le sue prime poesie erano perlopiù brevi liriche contrassegnate da una manifestazione straordinariamente sensuale di intensità verbale. Molto spesso, le sue poesie sono ispirate dalla visione di scorci di paesaggi, da parte di un individuo o in un ricordo fugace. Queste poesie possono essere piuttosto lunghe o molto brevi. è autore di una raccolta di poesie Zen, nonché di altre raccolte di brevi epigrammi. Ha inoltre scritto un'epopea in 7 volumi, Baektusan, sulla lotta coreana per l'indipendenza dal Giappone. La sua più straordinaria impresa poetica è il Maninbo (Ten Thousand Lives, ovvero "Diecimila vite"), serie attualmente (2006) giunta al volume 23, nella quale egli rievoca ogni persona da lui conosciuta personalmente o incontrata nel corso delle sue conferenze durante la sua vita. Nonostante una concezione sbagliata che su di lui è stata formulata, la politica e la lotta non sono mai state pervasive nei suoi lavori pubblicati, benché egli leggesse poesie di protesta a tutte le più importanti manifestazioni pro-democrazia durante gli anni settanta e ottanta. Le sue poesie sono intensamente spontanee, caratterizzate da un linguaggio vernacolare più che da una finezza letteraria.
Ko Un ha pubblicato oltre centoventi volumi, tra cui molti volumi di poesia, varie opere di narrativa (in particolare narrativa buddista), autobiografia, teatro, saggi, traduzioni dal cinese classico, libri di viaggi, ecc. Selezioni di sue opere sono state tradotte in inglese (6-7 volumi), spagnolo (4-5 volumi), italiano, francese, tedesco, giapponese, cinese, vietnamita, ceco, bulgaro, svedese e danese.
Nel 2004 per la prima volta ha partecipato ad un convegno sulla poesia in Italia, paese in cui sono state pubblicate tre sue raccolte poetiche tradotte e curate da Vincenza D'Urso: "Fiori d'un istante" (Libreria Editrice Cafoscarina 2005), "L'isola che canta" (LietoColle 2009) e "Cos'è?" (Nottetempo, 2014).