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04/04/2011

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Anne Sexton
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Anne Sexton, (Newton, 9 novembre 1928 – Weston, 4 ottobre 1974), figlia di Ralph Harvey, un industriale di successo nel campo della lana, e Mary Gray Staples, crebbe nel confortevole ambiente della middle-class, ma non fu mai a suo agio con lo stile di vita della sua famiglia..
Con un padre alcolista e una madre che si definiva “bevitrice sociale”, trovò un punto di riferimento in Nana (Anna Dingley), una sua giovane prozia che viveva con loro: la malattia mentale della Dingley e il suo ricovero in un ospedale psichiatrico la segnarono profondamente.
Ad Anne Sexton non piaceva la scuola: la sua incapacità a concentrarsi e la poca disciplina spinsero gli insegnanti a insistere perché i genitori chiedessero un consulto, cosa che non fecero.
Dopo la high school venne iscritta alla "Garland School", una scuola professionale dove, più che altro, si insegnava a diventare mogli e madri perfette. Anne non resistette a lungo in questa scuola e dopo un solo anno, alla fine del 1947, fuggì con Alfred Muller Sexton e lo sposò.
Nei primi anni di matrimonio e con la nascita delle figlie provò condurre la vita convenzionale per la quale era stata educata ma questa vita di facciata andò presto in frantumi e la Sexton tentò varie volte di suicidarsi. Il nuovo psichiatra che la prese in cura la convinse ad avere un talento creativo inespresso e a scrivere.
Nel 1957 si iscrisse al laboratorio di poesia del "Boston Center for Adult Education" il cui responsabile era John Holmes la cui posizione teorica era completamente contraria a quella della Sexton e che, proprio per questo, ebbe su di lei un ruolo fondamentale. Infatti fu proprio la sua critica negativa e la sua accanita opposizione a far comprendere alla Sexton che il suo mondo poetico, pur essendo controcorrente, le apparteneva e che doveva continuare sulla strada intrapresa.

Unitasi a numerosi gruppi di scrittura di Boston, venne a contatto con scrittori come Maxine Kumin, Robert Lowell, George Starbuck e Sylvia Plath. La sua poesia, nella quale utilizza gli stili più disparati e che ebbe larga attenzione da parte della critica e del pubblico, diventò così una parte centrale della sua vita.
Nel 1960 venne pubblicato To Bedlam and Part Way Back che ottenne buone recensioni ed alcune poesie vennero inserite in diverse antologie. La Sexton era capace di convincere i suoi lettori che le poesie erano un riflesso della sua vita; non solo la sua poesia era tecnicamente eccellente, ma era intrisa di significato per i lettori di quegli anni che avevano a che fare tutti i giorni con paure e angosce simili a quelle di cui parlava la scrittrice.
Nel 1967 Anne Sexton ricevette il Premio Pulitzer per la poesia con Live or Die (1966), che si aggiunse agli altri premi come il Frost Fellowship al Bread Loaf Writer's Conference (1959), al Radcliffe Institute Fellowship (1961), al Levinson Prize (1962), all’American Academy of Arts and Letters traveling fellowship (1963), al Shelley Memorial Prize (1967). Seguirono poi inviti per reading ad Harvard, il Guggenheim Fellowship, il Ford Foundation grants e una cattedra alla Colgate University ed una alla Boston University.
La reputazione di Anne raggiunse l'apice con la pubblicazione di Love Poems (1969), una produzione della sua commedia Mercy Street(1969) e la pubblicazione di poemi in prosa in Transformations (1972), in cui la voce della Sexton diventa meno confessionale e più attenta al sociale, più incline a guardare fuori dall'io poetico verso la vita reale.
Le continue cadute in depressione, gli improvvisi stati di trance e i diversi tentativi di suicidio avevano reso Anne Sexton profondamente dipendente dalla terapia, dagli psicofarmaci, dagli amici intimi - particolarmente Maxine Kumin e poi Lois Ames - e dagli amanti.
Nel 1973 la Sexton chiese al marito il divorzio, che segnò l’inizio di un declino fisico e mentale: alla solitudine, all'alcoolismo, alla depressione, al rapporto difficile con le figlie si unì il disappunto da parte dei suoi lettori che non apprezzarono le poesie religiose che andava scrivendo.
Nell'ottobre del 1974, dopo aver pranzato con Maxine Kumin, Anne Sexton si intossicò con il monossido di carbonio nel suo garage a Boston.

Dopo le raccolte postume di poesie come 45 Mercy Street (1976) e Words for Dr. Y: Uncollected Poems with Three Stories (1978), tutte pubblicate a cura di Linda Gray Sexton, la pubblicazione delle poesie di Anne culminò in The Complete Poems del 1981.
Anne Sexton scrisse importanti saggi sulla poesia, ponendo l’accento sull'importanza dell'immaginario, il modo in cui gli scrittori usano la realtà e l'immaginario insieme.
Molte delle cose che Anne scrisse furono sicuramente non auto-biografiche, malgrado il senso di realtà che avevano, i commenti come "confessional" della sua poesia erano fuorvianti. Usava la sua conoscenza del comportamento umano - spesso doloroso, ma a volte gioioso - per creare poesie in cui i lettori potevano immedesimarsi. Le sue taglienti metafore, i ritmi inaspettati nei suoi versi e la sua abilità nell'includere una vasta gamma di significati nelle parole hanno assicurato il successo della Sexton. Sebbene relativamente breve, la sua carriera fu piena di successi, come la sua arte.


Casa della poesia si è occupata più volte di Anne Sexton e della sua poesia, in diverse manifestazioni e in seminari di studio.